È opinione comune che le cure odontoiatriche non siano piacevoli, a meno che non ci si rechi dal dentista per curare un problema che causa forte dolore, unico momento nel quale si benedice l’esistenza di questo specialista!
I progressi in campo medico odontoiatrico hanno migliorato la prognosi di cure dentali che fino a qualche anno fa risultavano improbabili o impossibili ma, nonostante le evoluzioni in campo anestesiologico abbiano reso ormai completamente indolori le terapie odontoiatriche, resta diffusa nella popolazione una più o meno elevata “paura” del dentista in senso lato.
Vanno certo distinte condizioni di “poco piacere” nel doversi recare presso lo studio dentistico, da quelle invece di paura, ansia, fino a vera e propria fobia.
Questo sentimento negativo è molto più frequente nell’adulto sopra i quarant’anni piuttosto che nelle nuove generazioni, poichè queste ultime hanno un vissuto odontoiatrico certamente diverso da quello dei loro genitori e dei loro nonni, i quali ricordano ancora un passato dove le terapie odontoiatriche erano spesso un vero tormento.
L’approccio moderno alle cure odontoiatriche, invece, è notevolmente meno invasivo da parte del professionista e quindi nel bambino e nel giovane non maturano suggestioni drammaticamente negative che possano poi evolvere in fobie nell’età adulta.
Quando nei piccoli ci sono situazioni di paura non coerenti alle esperienze vissute, le cause sono spesso da ricercare nelle suggestioni negative ricevute direttamente o indirettamente dai genitori o da altri adulti a loro vicini (nonni, zii, baby-sitter).
Una certa ansia o paura nel paziente per una seduta odontoiatrica si può considerare entro certi termini normale, in merito anche al tipo di terapie alle quali deve andare incontro. In genere è sufficiente una completa spiegazione di quello che si dovrà fare da parte del medico per mettere più a proprio agio il paziente e permettergli di affrontare le terapie.
Le problematiche fobiche, invece, diventano difficili da trattare con il solo atteggiamento motivazionale verbale: si tratta spesso di reazioni di rifiuto che non si sviluppano su basi razionali e quindi qualsiasi tentativo di approccio verbale può essere assolutamente inutile.
L’odontofobia, infatti, causa forti stati di ansia ed agitazione con palpitazioni e con un vero e proprio terrore di sedersi sulla poltrona del dentista.
Il paziente odontofobico in genere resiste alla necessità di curarsi, vincendo ogni tipo di problema (estetico e funzionale) fino al momento in cui arriva in modo importante l’unica condizione che lo obbliga a prendere in carico la cura dei suoi denti: il dolore!
Quando il paziente trova una vera motivazione alle cure si riesce a superare la fobia riducendola ad una paura con forte ansia: l’utilizzo di un blando tranquillante, a quel punto, può sicuramente aiutare e le cure riescono ad essere eseguite.
Quando anche questa soluzione non funziona si deve ricorrere a forme di sedazione ambulatoriale: endovenosa o inalatoria.
La sedazione inalatoria, in particolare, che prende il nome di anche di sedazione cosciente, o analgesia sedativa è una tecnica che, utilizzando una miscela di ossigeno e protossido di azoto, induce nel paziente un senso di benessere e rilassamento.
Dopo pochi minuti dall’inalazione di tale miscela, le paure iniziano a svanire, l’ansia viene annullata, si viene pervasi da un senso di benessere e il paziente è tranquillo e pronto a collaborare con il dentista. Durante tutta la durata del trattamento il paziente rimane peraltro cosciente. Questo tipo di sedazione, non portando alla perdita dei riflessi protettivi, permette di rispondere attivamente agli stimoli fisici e verbali nonché di mantenere la pervietà delle vie aeree.
La miscela di sedazione viene inalata attraverso un’apposita mascherina e viene preparata da una sofisticata apparecchiatura che miscela l’ossigeno con il protossido di azoto a concentrazioni che possono variare tra il 30 e il 70%; il rapporto tra questi due gas verrà scelto dal dentista in base a diversi fattori, quali: età e corporatura del paziente, durata dell’intervento ecc. Una volta terminata la seduta odontoiatrica, si somministra per qualche minuto ossigeno puro fino a che non svanisce l’effetto del protossido di azoto; a questo punto il paziente è perfettamente in grado di tornare a casa in condizioni fisiche e psichiche ottimali e senza nessun tipo di effetto secondario.
Il protossido d’azoto non presenta alcun tipo di tossicità, non provoca allergie né irritazioni, inoltre ha il vantaggio di non essere metabolizzato a livello sistemico (non passa quindi per fegato, reni ecc.) e di essere eliminato solo a livello respiratorio. La sedazione cosciente può essere utilizzata nella maggior parte degli interventi odontoiatrici (pulizia, protesi, estrazioni, implantologia, chirurgia parodontale ecc.). Inoltre, visti i suoi innumerevoli vantaggi, questa metodica può essere utilizzata anche sui pazienti in età pediatrica, evitando così traumi e forti dolori.
Utilizzando la sedazione cosciente i bambini cresceranno senza la paura del dentista e quindi non potranno diventare degli adulti odontofobici.
Vi sono casi in cui l’analgesia sedativa non è però consigliabile, ad esempio in quei pazienti che non riescono a respirare volontariamente con il naso, nei primi tre mesi di gravidanza, nei soggetti tossicodipendenti o con infezioni polmonari acute o malattie mentali.
Non è necessario essere odontofobici per richiedere la sedazione cosciente dal dentista, quindi, a parte le succitate eccezioni, tutti possono richiederla per la cura dei loro denti.
Persone odontofobiche che, in preda all’ansia e alla paura, non si recavano dal dentista oggi grazie all’analgesia sedativa possono avere un sorriso sano e curato senza sentire alcun dolore e senza nessun tipo di ansia ed angoscia. Inoltre il dentista si trova a curare dei pazienti che, più calmi e collaborativi, permettono uno svolgimento più sereno delle terapie, con indubbio miglioramento della qualità delle stesse.
Quindi si può certamente dire che l’analgesia sedativa ha portato ad un indiscutibile miglioramento del rapporto tra paziente e dentista.
Dottor Cristiano Frieri
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